JUNKER JU 52/3 mg4e Parte prima - Masp-Gmns

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Ospiti > Claudio De Bellis

Ospiti del sito

 

Claudio De Bellis ha partecipato alla
nostra XVII Mostra portando con se
due strepitosi modelli, un
Messerschmitt Me 262 e un
JUNKER JU 52 ,vincendo, peraltro
con quest'ultimo, il best di categoria
ed un oro con il primo.
L'amico Claudio alla nostra richiesta
di ospitare i suoi lavori sul nostro
sito, non ha esitato a fornirci questi
due splendidi Passo Passo dove si
possono apprezzare la perizia model_
listica, l'accuratezza storica e
l'enorme mole di lavoro profusi per
la realizzazione dei modelli.
Siamo grati a Claudio per il privilegio
concessoci e gli rinnoviamo i nostri
sinceri complimenti

 
 
 
 

Claudio De Bellis
Club Modellistico del Tirreno

 
 
 
 
 
 

PARTE PRIMA

 

INTRODUZIONE AL PROGETTO


Il progetto Ju52  nasce nel Dicembre 2010 come lavoro iscritto al concorso tematico “CAMPAGNA DI RUSSIA” proposto dal sito “MODELLISMOPIU” (www.modellismopiu.it). L’idea quindi era di cimentarsi nella realizzazione di un qualsiasi modello attinente per periodo e locazione geografica storica con quanto proposto dal tema del concorso. Da qui la scelta per il trimotore tedesco e per il kit di montaggio della Revell (item 04521) che al suo interno prevedeva già le decals necessarie per ambientare il modello durante la Campagna di Russia. Infatti l’aereo rappresentato, un JU52/3 mg4e, appartenne al Kampfgruppe z.b.V.9 (4° gruppo trasporti Luftwaffe) che, nato nel lontano '39, partecipò alla guerra sin dall'invasione della Polonia con il compito di trasporto materiali. In seguito fu impiegato su tutti i fronti (ad eccezione dei Balcani) anche con il compito di trasporto paracadutisti. Operativo quindi sul fronte russo fu utilizzato anche per i soccorsi/rifornimenti della 6° armata durante la sacca di Stalingrado e dopo il febbraio del solito anno, reindirizzato per il ponte aereo nel Caucaso del Nord. In questo ultimo periodo il Comandante del gruppo fu l 'Hptm. Hans-Hermann Ellerbrock.

IL KIT

Modello Revell  scala 1/48
La scatola in questione rappresenta un ottimo kit di partenza. Tuttavia volendo migliorare specialmente la parte interna della fusoliera e della cabina di pilotaggio ( in quanto molti importanti particolari sono assenti o addirittura come vedremo inesatti) ho realizzato in scratchbuild  le modifiche a mio avviso necessarie.


GLI INTERNI

La cabina di pilotaggio

Gli unici elementi in fotoincisione presenti nella cabina di pilotaggio sono le cinture di sicurezza (marca Eduard di recupero da un vecchio set generico Luftwaffe). Il resto è stato tutto autocostruito in plasticard,  filo di piombo e nastro Tamiya . Nella fattispecie è stata aperta la porta di collegamento tra cabina ed area cargo, migliorata la grande leva del trim e relativo leveraggio, realizzati i ganci di ancoraggio per le cinture, migliorate le cloches, realizzata la paratia anteriore e relativi cablaggi, migliorata la pedaliera del pilota.



Il cockpit

è stato realizzato sfruttando le decals del kit rifilate  una ad una e posizionate sulla consolle in modo da ottenere un effetto tridimensionale. I vetrini degli strumenti sono ottenuti con cera Future.



Operatore Radio


Area cargo

Come primo passo sono stati ricostruiti in plasticard i montanti di rinforzo forati (sei) presenti sul vero 52 e di riprendere alcune barre oblique “interrotte” in quanto divise in piu parti nel kit. I montanti forati andranno poi collegati con il cielo della cabina al momento di chiudere il modello.. Contemporaneamente sono stati “stesi” una serie di cablaggi in filo di stagno e inserite nuove scatole di collegamenti elettrici.



Le sedute (panche e sedili)

Dalle informazioni raccolte in rete in quasi un mese di ricerche ho scoperto che esistevano più versioni delle sedute in questione. La più plausibile per il mio aereo mi è sembrato il modello tubolare della azienda Bauhaus (ancora oggi sul mercato ) la quale si inventò un sistema di panche da chiudere o smontare molto velocemente in caso di carico di solo materiale recuperando cosi un bel po’ di spazio nell’aerea cargo. Ho reperito solo poche foto dalle quali si evincono le forme di tali panche e come le stesse erano dotate di supporti rotanti che si chiudevano abbassando la panca quando non utilizzata. La stessa panca, volendo, poteva essere asportata semplicemente sganciandola dai supporti fissati ai tralicci facenti parti della fusoliera, come del resto le cinture di sicurezza.

La seduta era formata invece da strisce di canapa o comunque tessuto intrecciato che si ancorava al sostegno tubolare con dei ganci.

Quindi, per cercare di ricreare qualcosa di simile al sistema tubolare Bauhaus, mi sono dotato di profilati in plasticard e   filo di rame. Con la plastica ho ricostruito la panca ed i suoi montanti, mentre con il rame ho cercato di riprodurre al meglio i supporti ruotanti (le boccole di fissaggio sono in striscioline di nastro carta). Per la fiancata dx ho notato che la seduta è un pezzo unico, mentre la fiancata sx è divisa in due parti separate. Sfruttando questa divisione ho pensato, per dare un po di interesse al modello, di riprodurre una panca aperta ed una chiusa ( anche perche ben visibili dai vari vani aperti di carico compreso quello molto grande sul cielo della carlinga). Cosi facendo spero di avere anche evidenziato il funzionamento di tale sistema. Per le cinture di sicurezza, ho utilizzato alluminio recuperato da una bottiglia di spumante ed alcune parti di vecchie cinture foto-incise recuperate. Le fibbie sono fatte con piccolissimi fili di stagno sagomati su una dima appositamente costruita e rettangolini in plastica (verde) recuperati da una rete (tipo zanzariera)

Anche i sedili posizionati sulla paratia posteriore dell’area cargo risultavano sbagliati in quanto anche questi due sedili dovevano essere chiudibili (non asportabili se non svitando le piastre dalla paratia). Per cui con il solito sistema usato per le panche li ho ricostruiti. Ragionando sul sistema di chiusura (che ho evidenziato lasciando un sedile aperto ed uno chiuso) ho ricreato tale meccanismo.











Il Motore centrale



Il primo step prevede la rimozione dei pannelli anteriori.

Con una dima si ricostruisce la prima paratia antifiamma.

Basandomi su alcuni spaccati reperiti in rete ho ricostruito completamente il castello motore che alloggiava il BMW132 e la paratia centrale. Tutta questa parte è stata completamente realizzata in scratchbuild. L’unico elemento in resina utilizzato è il motore stesso della ditta CMK





 
 
 
 
 
 
 

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