JUNKER JU 52/3 mg4e Parte seconda - Masp-Gmns

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Claudio De Bellis
Club Modellistico del Tirreno

 
 
 
 

PARTE SECONDA

 

Modifiche esterne

I flaps, gli elevatori ed il timone sono stati separati con un bisturi in modo da riposizionarli a mio piacimento. Per fare questo è stato poi necessario ricostruire i relativi perni ed il  sistema di azionamento.



primer

Il modello ha ricevuto una mano di primer per essere preparato alla fase di verniciatura.


Verniciatura e Decals

Per la verniciatura del modello ho utilizzato i colori acrilici Gunze ad aerografo. Lo sprinter della mimetica è quello standard e le decals sono le originali del kit:
La banda in coda e le estremità alari sono in RLM 04 (Giallo Gunze H 413)
Mimetica inf: RLM 65 - Gunze H 67 Mimetica sup. RLM 70 / 71  rispettivamente Gunze H 65 e H 64)
Il modello ha ricevuto una fase di pre-shading in nero e marrone scuro.


Invecchiamento del modello

L’aereo, dopo avere ricevuto una mano di lucido con cera Future per sigillare le decals, è stato oggetto di lavaggi ad olio con terra d'ombra bruciata, nero, e grigio di Prussia diluiti in White spirit. Ho immaginato un aereo molto logoro e sporco visto l'estenuante uso, il periodo, il luogo e le condizioni non più favorevoli per la Luftwaffe Una volta asciugati i lavaggi e rimosso l'eccesso, ho steso una mano di opaco a smalto Humbrol, Quindi a modello asciutto dry-brusch acrilici in varie tonalità (anche se ho notato che il miglior risultato di schiaritura me lo ha dato l'RLM02 Gunze H 70) e gessetti da artista "grattugiati" sulla carta vetro e stesi a pennello.



Diorama

La scenetta rappresenta una fase di carico/scarico materiali nonché manutenzione/rifornimento del velivolo in una non meglio precisata località della Russia, settore Caucaso; durante la primavera/estate del 1943. I veicoli, in carico alla Luftwaffe, sono stati realizzati con la vecchia colorazione grigio/azzurro in quanto, secondo le informazioni che ho ricavato in rete, i veicoli terrestri non destinati ad un impiego operativo sul fronte, specialmente se non in carico alla Wehrmacth, non furono immediatamente ridipinti dopo la direttiva del febbraio ’43 per cui mi è sembrato corretto mantenere la precedente verniciatura.

Opel Kfz 385 Tankwagen

L’autobotte di rifornimento è un kit della ditta Italeri costruito da scatola ad eccezione di alcune leggere migliorie nella zona posteriore e sul cielo della cisterna



Opel Blitz Kfz 305

Anche per l’autocarro, è stato utilizzato il kit della ditta Italeri in questo caso con l’aggiunta delle dedicate fotoincisioni della Hauler




Il Kettenkraftrad ed il piccolo trail
sono una referenza Tamiya e sono costruiti da scatola.

Sono stati aggiunti solo qualche cavo elettrico e le leve del cambio e freno.


ACCESSORI E FIGURINI

I due meccanici
I figurini provengono dalla ICM e dalla Tamiya. Sono stati leggermente modificati nelle posture per essere adattati alla scena. Il trabattello è completamente autocostruito in profilati di plastica Evergreen e legno di balsa (utilizzato nel modellismo nautico). Gli stracci e il materiale contenuto nella cassetta degli attrezzi (chiavi inglesi, cacciaviti, leva…) sono autocostruiti  con filo di stagno sagomato.


ACCESSORI E FIGURINI

Gli addetti al rifornimento
I due personaggi addetti al rifornimento sono di provenienza Tamiya (meccanici-carristi adattati a personale di terra Luftwaffe). È stata completamente autocostruita la pompa di rifornimento in plastica e filo di stagno. La tubazione del carburante è invece un cavo elettrico con guaina in pvc. Le giunture sono in nastro Tamiya.


ACCESSORI E FIGURINI

L’autista del Ketten
Anche in questo caso è stato utilizzato un personaggio Tamiya  modificato in modo da maneggiare una cassa. Tutto il materiale di contorno è il plastica e resina di diversa provenienza.


ACCESSORI E FIGURINI

L’autista del Blitz
Proviene dalla ICM. Le casse di contorno sono in plastica e resina.
Il telo che copre i bidoni (che in realtà sono solo 3) è stato ottenuto con fazzolettino di carta imbevuto di colla vinilica diluita in acqua e sagomato su una serie di bidoni che in seguito sono stati poi recuperati in quanto necessari solo per dare la forma e non visibili.


LA BASETTA

La base di circa 50 x 50 è in legno compensato sul quale è stato applicato uno strato di colla vinilica diluita con acqua e quindi della sabbia di mare. Il tutto è poi stato livellato a mano e dipinto con vari colori terrosi. L’erba è invece di derivazione ferromodellistica. Per la creazione del prato ho costruito un attrezzo particolare (una racchetta antizanzare fissata ad un colino da tè mettalico) che, sfruttando la differenza di potenziale creata tra il colino (positivo) e lo spillo ancorato alla base di legno (negativo) fa cadere i fili d’erba sintetici dal colino alla base in modo perfettamente verticale per poi fissarsi su uno strato di colla vinilica.

Infine sono stati aggiunti alcuni ciuffetti della Green Line.

Una volta preparato il prato sono stati fatti vari passaggi di verde ad aerografo e lavaggi ad olio




 
 
 




 
 
 

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